Aspetti fondamentali della grammatica dell'Interlingua - II
Edizione ampliata a cura di P. Castellina dell'opera originale di H. Pellegrini pubblicata da Ric Berger, Morges (Svizzera)
Association de Dante Alighieri, Turku, Finlandia (Con permission de Paolo Castellina)
"Longe tempore on ha proclamate que le linguas natural son troppo irregular pro poter formar un lingua international. Al contrario, si on accepta un certe elasticitate e le leges phonetic, on es fortiate admirar le remarcabile regularitate del derivation in le parolas international veniente de latino. Le sol torto del fabricantes de linguas international es voler le absolute regularitate, le absolute logica, le absolute scriptura phonetic.
Linguas non son creationes mathematic, ma creationes del vita, que es un altere cosa" (Ric Berger).
TEORIA E PRINCIPI DELL'INTERLINGUA GRAMMATICA - I GRAMMATICA - II LA COSTRUZIONE
ATTIVA DI PAROLE
1. Le lingue internazionali
2. Le parole internazionali

3. Le varianti ed i loro prototipi
3.1 Lingue-fonti o di riferimento

4. Metodi e tecniche
4.1 I criteri di selezione dei
     termini internazionali
4.2 La forma delle parole
     internazionali in serie
     derivative
4.3 Le finali
4.3.1 Le finali degli infiniti
4.3.2 Le finali degli aggettivi

5. Il significato dei termini
   internazionali

1. L'alfabeto
2. La pronuncia
3. L'ortografia
4. L'accento tonico
5. L'articolo
6. Il nome

7. L'aggettivo
7.1 Gradi dell'aggettivo

8. Gli aggettivi e i pronomi
    dimostrativi
9. Gli aggettivi e i pronomi
    possessivi

10. I pronomi
10.1 I pronomi personali
10.2 Pronomi relativi e
       interrogativi
10.3 Pronomi reciproci

11. Il verbo
11.1 Forma base
11.2 Il supino
11.3 I modi e i tempi del verbo
12. L'avverbio
13. I numeri
14. Le interiezioni
15. Le preposizioni
15.1 Uso del preposition "a"
16. Le congiunzioni
16.1 Coordinanti
16.2 Subordinanti
16.3 Locuzioni coniuntive
1. Derivazioni
1.1 Sostantivi da sostantivi
1.2 Aggettivi da sostantivi
1.3 Verbi da sostantivi
1.4 Da aggettivi
1.4.1 Verbi da aggettivi
1.4.2 Sostantivi da aggettivi
1.5 Nomi ed Aggettivi da verbi

2. Composizione
- Combinazioni libere
- Aggettivi tramite processo
  di derivazione
- Composti con congiunzioni e
  Espressioni preposizionali

3. La formazioni libera

11. Il verbo

11. 1 Forma base

Vi è una sola finale per l'infinito, -r, con tre varianti -ar, -er, -ir. Queste forme sono necessarie per formare regolarmente migliaia di derivati internazionali simili a quelli esistenti nelle grandi lingue d'Europa, derivati che erano stati deformati o respinti da altri progetti di lingua internazionale. Infatti, i verbi in -ar comportano i derivati -ation, -ative, -ator, -antia. Per es. decorar, decoration, decorative, decorator.I verbi in -ir comportano i derivati in -ition, -itor, -itive, -ientia. Per es. audir, audition, auditive, audientia.I verbi in -er comportano i derivati -ion, -or, -ive e -entia generalmente mediante la forma supinale che si trova in tutte le lingue derivate dal latino. Per le preposizioni utili ad accompagnarsi al verbo all'infinito, vedi appendice n. 7.

11.2 Il supino

Nel vocabolario internazionale esiste un certo numero di verbi (167) che hanno una seconda radice irregolare chiamata "supino". Da questo supino si deriva un participio passato 'irregolare' (comunque non obbligatorio) è derivata una tale quantitàdi forme famigliari a tutti, che volerle scartare renderebbe impossibile la formazione regolare di numerose famiglie di parole. (P.es.: Il supino di vider (vedere) è vis-, da cui: vision, revision, revisionista, revisionismo, visibile, visibilitate, visor, revisor, retrovisor, television, televisor, ecc.). Rinunciando al supino si sarebbe costretti ad adottare una massa di parole internazionali come nuovi radicali invece di incorporarli in una sola famiglia perfettamente regolare. Lo stesso vale per ager (agire) il cui supino è act-, da cui derivano action, actionar, reaction, actor, active, activitate, reactivar, reactor, radioactivitate ecc. mitter (mettere, mandare), grazie al suo supino miss-, può dare origine a mission, missionario, remission, commission, commissionario, transmission, dimission ecc.. L'uso della forma supina per il participio passato è dettato da ragioni stilistiche. Una lista completa di questi verbi si trova nell'appendice n. 7.

11.3 I modi e i tempi dei verbi

(a) Per l'indicativo presente basta togliere la finale -r dell'infinito; io canta, tu veni, ille crede, nos plora. Questa forma è usata per tutte le persone, quindi, soltanto il pronome personale serve a distinguere le persone. I verbi haber, esser e vader hanno una forma abbreviata per il presente, che corrisponde alle prime due lettere del radicale verbale: ha, es, e va. Il verbo esser, inoltre, possiede la voce facoltativa son per la terza persona del plurale.

(b) Per ottenere l'indicativo passato semplice (corrispondente al nostro imperfetto e passato remoto), si aggiunge al presente la finale -va: io cantava, tu veniva, ille credeva. Essendo l'unico passato semplice, non dobbiamo confonderlo necessariamente con il nostro imperfetto. Il passato immediato si esprime con venir de. Ad es. ille veni de mangiar (ha appena mangiato).

(c) Per ottenere l'indicativo futuro, si aggiunge la terminazione -ra: io cantara, pron.: [cantarà], tu venira, illa credera. futuro immediato o prossimo si esprime con vader (andare), abbreviato in va: Per es. nos va prender (prenderemo, stiamo per prendere).

(d) Per ottenere il condizionale, si aggiunge la finale -rea: nos cantarea, vos audirea (voi ascoltereste), oppure con l'ausiliare velle. Ad es. io esserea / io velle esser.

(e) Per ottenere l'imperativo si utilizza il presente privo del pronome personale soggetto: canta! veni! La forma di cortesia è: vole ben (cantar, venir, ecc.). Per la prima persona plurale si può usare vamos, es. vamos scriber! (scriviamo!). Per tutte le altre persone ci si serve di una perifrasi con que....Ad es. que ille veni (che egli venga), que tu nomine sia sanctificate (che il tuo nome sia santificato).

(f) Il participio presente. Si usa la finale -ante dopo i verbi in -ar, -iente dopo i verbi in -ir, -ente dopo i verbi in -er. Per es. cantante, audiente, veniente, (da cui: inconveniente).

(g) Il participio passato. Nei verbi in -ar è -ate, nei verbi in -ir è -ite, nei verbi in -er è -ite. Ad es. cantate (cantato), audite, credite (da cui credito), ecc.. I verbi con doppia radice (supino) possono anche usare quest'ultima con la finale -e. (P.es. io ha dicite/dicte).

(h) I verbi ausiliari sono esser (essere), e haber (avere), che si abbreviano di solito, a causa della loro estrema frequenza, in es e ha. Per es. illa es belle, nos ha dormite. L'ausiliare 'venire', che si usa spesso in italiano nei tempi semplici passivi, si traduce in Interlingua con l'ausiliare esser. P.es. le proposition esseva acceptate (la proposta veniva accettata).

(i) Le finali dei verbi sono identiche per tutte le persone (singolari e plurali). Per quanto attiene il verbo esser, esiste una forma dell'indicativo presente plurale, son, che può sostituire es.

(l) I verbi riflessivi e i verbi intransitivi si coniugano con haber come ausiliare: io me ha lavate (io mi sono lavato), nos ha vadite al theatro (noi siamo andati al teatro).

(m) Il congiuntivo. In Interlingua non esiste un congiuntivo propriamente detto. Solo il verbo esser ha un congiuntivo con la voce sia, per cui, per tradurre il congiuntivo degli altri verbi, si usa il presente o il passato con la congiunzione que. L'imperfetto del congiuntivo può essere tradotto con il condizionale. P.es. io vole que ille veni (io voglio che lui venga), que ille lo dice (che lui lo dica).

(n) Il gerundio. In interlingua il gerundio non esiste, per cui tale tempo si traduce con l'infinito semplice preceduto da una preposizione, ovvero, con il participio presente. P.es. in vader a schola (andando a scuola), per leger multo, ille ha devenite... (leggendo molto è diventato...), vadente a schola (andando a scuola).

(o) I verbi riflessivi si coniugano con il verbo haber, p.es. Io me lava, io me ha lavate. Illa se ha lavate le manos. Tu te ha lavate.

(p) I verbi intransitivi, cioè quelli che non possono avere un complemento diretto, e quindi non si mettono mai nella forma passiva, si coniugano con il verbo ausiliare haber. Essi possono reggere l'ausiliare esserse indicano uno stato. P.es. io ha venite (io sono venuto), ille ha essite (lui è stato), nos ha partite durante le notte (eravamo partiti durante la notte), quando io arrivava, ille esseva partite (quando lui arrivò, lui era partito).

q) Frasi interrogative. Per rendere interrogative le frasi vi sono tre modi: a) Conservare l'espressione come si trova, ma sollevare la voce sulla parola-chiave. Es. Ille non veni con nos? b) Invertire il verbo con il soggetto. Es. Veni ille con nos? c) Porre esque all'inizio della proposizione. Es.: Esque ille veni con nos? Il verbo segue la parola interrogativa. Es.: Quando arrivara ille? Ubi es le can?I pronomi-complemento precedono il verbo. Es.: Ubi se trova le specieria? Qui vos lo dava?

Riassunto della coniugazione
infinito:
presente:
passato:
futuro:
condizionale:
participio presente:
participio passato:
amar
ama
amava
amara, va amar
amarea
amante
amate
vider
vide
videva
videra, va vider
viderea
vidente
vidite
audir
audi
audiva
audira, va audir
audirea
audiente
audite

12. L'avverbio

Gli avverbi derivati si formano col suffisso -mente posposto all'aggettivo. Per es. facile/mente, sincer/mente, normal/mente, legibile/mente. Per conservare alla -c finale il suono duro, si intercala una -a- fra l'aggettivo e la finale avverbiale: logic/a/mente. Per gli avverbi d'uso pià corrente si puòusare -o invece di -mente, Es. subitemente/subito, prestemente/presto. Si ritrova questa finale abbreviata soprattutto nella terminologia musicale, ad es. lento, piano, incognito, claro, certo. Quando due o pià avverbi seguono l'uno l'altro, non è sempre necessario ripetere -mente. P.es. Illa travalia rapide- e exactemente. A volte si omette per motivi stilistici o altri il suffisso -mente del tutto. Questo si fa solo con bastante, forte, longe (distanza), e tarde. P.es. Scribe breve e clar! Illa esseva vestite elegante. Illa reguarda triste ante se.

13. I numeri

(1) Cardinali: 1 un, 2 duo, 3 tres, 4 quatro, 5 cinque, 6 sex, 7 septe, 8 octo, ¬9 novem,¬ 10 dece, 11 dece-un, 12 dece-duo, etc. 20 vinti, 30 trenta, 40 quaranta, etc. 100 cento, 200 duo centos, 1000 mille, 2000 duo milles, million, ecc. 4825 = quatro milles octo centos vinti-cinque.

(2) Gli ordinali: Prime, secunde, tertie, quarte, quinte, sexte, septime, octave, none, decime, dece-prime, vintesime, etc. col suffisso -esime. Da questi numeri ordinali deriva regolarmente prim/ari, secund/ari, terti/ari, quart/etto (mus.), quint/etto, sext/ante (mar.), sept/imana (settimana), dec/im/al etc.

(3) Le frazioni."Mezzo" si traduce con medie, o semi-, da cui: medietate (metà), medie/die (mezzogiorno), medie/nocte (mezzanotte). Per le altre frazioni ci si serve dei numeri ordinali, seguiti eventualmente da parte: il quarto = le quarto, o le quarte parte. Tres quartos de hora = tre quarti d'ora.

(4) I moltiplicativi. Simple o simplice, da cui simple/mente, e simplic/itate; duple o duplice, triple o triplice, quadruple; quintuple; sextuple; octuple; nonuple; centuple; multiple o multiplice, da cui multipl/icar, multipl/ication.

14. Le interiezioni

Acclamazione: hurra! vivat! vivat le libertate!
Appello: eh! pst! a me, a nos, al adjuta! holla!
Approvazione: ben! multo ben! bravo! correcte! de accordo! ah! oh!
Dolore: ai!
Incitamento: vamos! avante! retro!
Indignazione: foras! a basso! via, basta!
Lamento: povre nos, povre io! oh guai!
Piacere: ah!
Prevenzione: attention! sia caute!
Ripetizione: bis! ancora!
Saluto: ave! vale! bon die! bon jorno! bon vespere! Bon nocte! salute! gratias! a revider nos! pardono!
             excusa me! Sta ben!
Diversi: a proposito! sus! hop! crac! fi! basta! ba!

15. Le preposizioni

(1) Direzione: ab, de (moto da luogo), a, ad, usque a, fin a (moto verso luogo), per, via (moto per luogo).

(2) Varie: in (in), ex (fuori da), inter (fra), ante (prima), post (dopo), detra (dietro), super, sur, supra (sopra), sub (sotto), apud, juxta, presso (vicino), preter (oltre), verso (verso), prope (vicino), intra (dentro) extra (fuori), infra (sotto), supra (sopra), cis, trans (oltre), tra, per (attraverso), ultra (oltre), circum (intorno), contra (contro).

(3) Temporali: ab, desde, depost (da), usque, fin a (fino), durante (durante), in (in), inter (fra), ante (prima), post (dopo), super (p.es. nos attende jam super un medie hora); sub, infra (p.es. infra un decimo de secunda); intra (entro), extra (p.es. extra iste tempore); a, ad (a), retro (p.es. duo annos retro (due anni fa), circa (circa).

(4) Varie: con (compagnia, modale, mezzo), sin, pro (utilità causale, vicaria, finale, emozione), ultra (inclusiva), excepte (esclusiva), salvo, malgrado, nonobstante, concernente, (in) re, per (mezzo, persona agente), secundo, de (genitivo), a, ad (dativo).

(5) Locuzioni prepositive: a causa de, a presso de, a transverso de, gratias a, compania de, in comparation con, in despecto de, in favor de, in loco de, in respecto a, in vice de, in virtute de, per virtute de, per medio de, per ration de.

(6) Congiunzioni derivate da preposizioni: depost que, desde que, durante que, a fin que, ante que, antequam, postquam, contra que, excepte que, malgrado que, per que, proque, salvo que, sin que, secundo que.

(7) Avverbi derivati da preposizioni locali: intus, intra, extra, supra, super, infra, subtus, ante, pre, post, ultra, propter, prope, presso, preter, juxta.

15.1. Uso del preposition "a"
a bon mercato
a bordo contuse, ecornate
a casa
a causa de
a cavallo
a celo aperte
a condition que
a derecta
a dextra
a discretion
a disposition
a distantia
a domo
a dozenas
a fin de
a fin que
a flor de
a fortia de
a fundo
a genu
a grado
a gris capillos
a guttas
a illac
a medietate
a melior
a mesura que
a minus que
a morte
a naso aquilin
a nivello de
a parte
a partir de
a pede
a pena
a plen manos
a plen pulmones
a plumbo
a posteriori
a precio vil
a presso de
a priori
a prime vista
a proba de bomba
a proposito de
a puncto
a que hora
a retro
a revider (nos)
a spirito vive
a supra
a torto
a tote gas
a transverso de
a un alte grado
a vices
a vistas basse
a voluntate
vis a vis
adaptar a
affiliar se a (con)
agradar a
alluder a
arrivar a
a proposito
ascender a
aspirar a
avion a jecto
calefaction a carbon
chaise a bracios
compatir a
condemnar a morte
condemnar a mulcta
contribuer a dar
a intender
de hic a ...
derogar a
derogar al lege
a un principio
designo a fusano
destinate a
dicer si a toto
diriger un lettera/littera
   a un persona
dur a cocer
esser a dieta
esser presente a
estranie a
facer allusion a
facer gratia a un persona de
facie a facie facile
a vender
fatigate a morir
fider se a un persona
fider un cosa a un persona
franc a domicilio
gratia a Deo
gratias a
harmonica a vitros
imballage a uso unic
impressor a jecto de tinta
impressor a laser
inclinar a
inocular un virus a un persona
inseniar un cosa a un persona
instrumento a pizzicar
ir a pede
ir a ruina
ir a un persona
jocar a cartas
jocar a damas
luctar corpore a corpore
lut a choros duple
marcar a ferro rubie
marchar a passo trainante
missile a etages
mitter a ferro e foco
mitter a nude
mitter pede a terra
mitter a terra
montar a pilo
motor a combustion
motor a jecto
nettar a sic
obedir a un lege
obstinar se a
organo a cylindro(s)
pagar a conto
pannello a lavar
pendula a cucu
pertiner a
pictura a fresco
placer a un persona
poco a poco
poner a dieta
poner a morte
poner se a
preparar se a
presentar un petition a un persona
pretender a
propulsion a jecto
relative a
remitter a
remitter a su placia
replicar a
resignar se a
responder a un lettera/littera/question
restringer se a
revenir a casa
sacco a mano
sala a attender
sede a bracios
subtraher se a
tener a distantia
tener a un cosa
tractor a erucas
un a un
usque (a) hic
vender a credit
viella a rota
vis a vis
16. Le congiunzioni

Come in italiano le congiunzioni sono una parte invariabile del discorso che servono a congiungere tra loro due parti di una proposizione o di due proposizioni.

16.1 Coordinanti

Affermative: e (ed) e, inoltre in addition, in ultra, cetero, parimenti (allo stesso modo:) item, pur, anche anque, alsi, etiam, ancora ancora, de novo. P.es.: Nos comprava un camisa e un jaco (Abbiamo comprato una camicia e un giubbotto), Hodie le celo es nubilose, alsi le mar es multo agitate (Oggi il cielo è coperto, pure il mare è molto mosso).

Negative: né ni, nec, neppure, neanche, nemmeno, ni, non mesmo. P.es.: Ille non reguarda ni audi (Egli non guarda né ascolta), Io non incontrava mi amicos, nec io les cercava (Non ho incontrato gli amici, nemmeno li ho cercati).

Disgiuntive: o o, oppure o, alteremente, alias, ovvero o, o plus tosto, ossia o, illo es, alias. P.es.: Manda a nos Maria o su fratre (Mandateci Maria o suo fratello), Nos nos incontrara al bar, alteremente nos nos audira per telephono (Ci incontreremo al bar, oppure ci sentiremo per telefono).

Avversative: ma ma, mais, sed, anzi al contrario, a melio dicer, tuttavia totevia, nondimeno nihil minus, tamen, nonobstante isto, eppure tamen, totevia, però tamen, totevia. P.es.: Le die esseva frigide, ma seren (La giornata era fredda, ma serena), Desde multe annos nos non incontrava nos, totevia io te recognosceva tosto (Da tanti anni non ci vedevamo, eppure ti ho riconosciuto subito).

Dimostrative: cioè illo es, id es (i.e.), infatti, difatti de facto, in effecto. P.es.: Io oblidava le cosa le plus importante, illo es le libro (Ho dimenticato la cosa pià importante, cioè il libro), Io ama iste cravata, in effecto io lo comprava (Questa cravatta mi piace, difatti l'ho comprata).

Conclusive: dunque, perciò dunque, ergo, igitur, quindi, adunque ergo, inde, tum, tunc, igitur, pertanto dunque, ergo, igitur, pro iste ration. P.es.: Iste matino io non jentava, dunque io ha fame (Stamani non ho fatto colazione, perciò ho fame), Tu non responde, ergo le accusation es ver (Tu non rispondi, dunque l'accusa è vera).

Correlative: o... o o... o, così... come assi (si)... como, non solo... ma anche non solmente (talmente)... ma alsi. P.es.: Io volerea non solmente iste bicyclo, ma alsi iste bonetto (Vorrei non solo questa bicicletta, ma anche questo cappello), Tu parlava assi (talmente) con ration como le circumstantia requireva, (Hai parlato così a proposito come la circostanza richiedeva).

16.2 Subordinanti

- Dichiarativa: che que. P.es.: Il es juste que on face assi (E giusto che si faccia così).

- Temporali: allorchè, quando quando, dum, appena tosto que, justo que, si tosto que, come si tosto que, finchè usque (a), tanto que. P.es.: Nos communicara con vos de novo si tosto que possibile (Ci faremo sentire appena sarà possibile).

- Causali: perchè perque, quia, giacché pois que, nam, proque, quia, poichè ut, poisque. P.es.: Le manifestation non ben successava pois que il pluveva (La manifestazione non è ben riuscita, perché pioveva).

- Finali: affinché ut, a que, perché proque. P.es.: Io te preca a fin que (de) tu interveni in le ceremonia, io te preca intervenir in le ceremonia (Ti prego perché intervenga alla cerimonia).

- Condizionali: se si, qualora quando, in le caso que. P.es.: Presta me tu motorcyclo, si tu pote (Prestami la tua moto, se puoi).

- Consecutive: così... che assi... que, talché talmente que, tanto... tanto, talmente, P.es.: Io esseva assi emovite que io quasi lacrimava (Ero così commosso che mi spuntarono le lacrime).

- Concessive: benché ben que, quanquam, sebbene, seppure ben que, malgrado que, nonobstante que, etsi, dato che considerante que. P.es.: Nonobstante que il es ancora maio, il es ancora frigide (Sebbene siamo ancora in maggio, fa ancora freddo).

- Eccettuative: tranne excepte, preter, eccetto che excepte, preter, extra, minus que, con le exception de, salvo que. P.es.: Ille face toto excepte obedir (Fa tutto, eccetto che obbedire).

- Modali: come como, qua, senza sin. P.es.: Nos le scribeva sin obtener responsa (Gli scrivemmo senza ottenere risposta).

- Interrogative e dubitative: che que, se si, perché proque, quare, quomodo come como, quando quando. P.es.: Dice me proque tu es inquiete (Dimmi perchè sei inquieto), Io non sape si io venira (Non so quando verrò).

16.3 Locuzioni congiuntive

Ogni volta che, in modo da de maniera que, nonostante che nonobstante que, fintanto che dum, usque, donec, per quanto riguarda in respecto a, supposto che supponite que, viste que.

Actualisate le 2010-03-02

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