INTERLINGUA
Teoria e principi
Grammatica
Costruzione di parole
Association de Dante Alighieri, Turku, Finlandia
(Con permission de Paolo Castellina)
Testo tradotto da "Interlingua, a Grammar of the International Language", prepared by A. Gode e H. E. Blair, F. Ungar Publishing Co. New York, second edition, 1971). Par. 135. Per quanto riguarda la teoria della costruzione delle parole, si fa riferimento a quanto già descritto al p. 6 dell'Introduzione all'I.E.D. Il principio fondamentale della costruzione di parole in Interlingua è l'analogia. Ogni nuova derivazione dovrà essere conforme ai modelli già presenti nel vocabolario. La descrizione dei modelli formali più comuni del vocabolario coincide con le prescrizioni che governano la formazione di parole nuove.
TEORIA E PRINCIPI DELL'INTERLINGUA GRAMMATICA - I GRAMMATICA - II LA COSTRUZIONE
ATTIVA DI PAROLE
1. Le lingue internazionali
2. Le parole internazionali

3. Le varianti ed i loro prototipi
3.1 Lingue-fonti o di riferimento

4. Metodi e tecniche
4.1 I criteri di selezione dei
     termini internazionali
4.2 La forma delle parole
     internazionali in serie
     derivative
4.3 Le finali
4.3.1 Le finali degli infiniti
4.3.2 Le finali degli aggettivi

5. Il significato dei termini
   internazionali

1. L'alfabeto
2. La pronuncia
3. L'ortografia
4. L'accento tonico
5. L'articolo
6. Il nome

7. L'aggettivo
7.1 Gradi dell'aggettivo

8. Gli aggettivi e i pronomi
    dimostrativi
9. Gli aggettivi e i pronomi
    possessivi

10. I pronomi
10.1 I pronomi personali
10.2 Pronomi relativi e
       interrogativi
10.3 Pronomi reciproci

11. Il verbo
11.1 Forma base
11.2 Il supino
11.3 I modi e i tempi del verbo
12. L'avverbio
13. I numeri
14. Le interiezioni
15. Le preposizioni
15.1 Uso del preposition "a"
16. Le congiunzioni
16.1 Coordinanti
16.2 Subordinanti
16.3 Locuzioni coniuntive
1. Derivazioni
1.1 Sostantivi da sostantivi
1.2 Aggettivi da sostantivi
1.3 Verbi da sostantivi
1.4 Da aggettivi
1.4.1 Verbi da aggettivi
1.4.2 Sostantivi da aggettivi
1.4.3 Aggettivi da aggettivi
1.5 Nomi ed Aggettivi da verbi

2. Composizione
- Combinazioni libere
- Aggettivi tramite processo
  di derivazione
- Composti con congiunzioni e
  Espressioni preposizionali

3. La formazioni libera

La costruzione attiva di parole

1. Derivazioni
    1.1 Sostantivi da sostantivi
    1.2 Aggettivi da sostantivi
    1.3 Verbi da sostantivi
    1.4 Da aggettivi
         1.4.1 Verbi da aggettivi
         1.4.2 Sostantivi da aggettivi
    1.5 Nomi ed Aggettivi da verbi
2. Composizione
    Combinazioni libere
    Aggettivi tramite processo di
        derivazione
     Composti con congiunzioni e
        preposizione
    Espressioni preposizionali
3. La formazione libera


1. Derivazioni

Derivazione. Qui usiamo il termine 'derivazione' in riferimento alla costruzione di parole tramite suffissi. Sostantivi ed aggettivi consistono di radice + finale nel processo derivato essi perdono quest'ultima. La finale del derivativo è parte integrale del suffisso. Le finali, nel caso di sostantivi ed aggettivi, sono le vocali -a, -e, -o, e le finali straniere come -use -um, o le greche -os, -is, ecc.

Nella maggior parte dei casi l'unione fra radice e affisso avviene per semplice giustapposizione. Quando la radice termina in -ied il suffisso inizia con la stessa vocale, il derivato compare con una sola i: rubie (rosso) + -ificar > rubificar (rendere rosso, arrossare). Si noti che l'aggiunta di suffissi con vocale iniziale a radici che terminano in -c può alterare il valore fonetico di quella consonante. Quando, in una derivazione una -co riginariamente "dura" (come in franc) viene a precedere -io -e, la sua pronuncia cambia come regola da -c "dura" a - c "molle", ad es. franc+ ia = Francia [frantsia]. Al contrario, quando una -c originariamente "molle" (come in cortice, corteccia) viene ad incontrarsi con -ao -o, di regola la sua pronuncia cambia e diviene dura, ad es. cortice + al= cortical. Però una -c-"molle" rimane inalterata prima dei suffissi -ada, -ata, -age, -alia, -astra e deve allora essere scritta -ci-. Per esempio nuce + ada = nuciada.

Allo stesso modo la -c"dura" rimane "dura" prima dei suffissi -eria, -ero, -esc, -ese, -essa, -etta, -ette, -etto, -iera, - iero, -issime, -issimo, e deve essere scritta allora -ch-, ad es. porco + -eria = porcheria. Si noti l'apparente irregolarità di parole come ricchessa, < ric, in cui -cch si scrive come na semplice -c alla fine di parola. Le parole che erminano in -age suffisso oppure no) conservano la ronuncia "molle" di -g- (alla francese) nelle parole che ne derivano. Quando il suffisso inizia con -a o con -o, si sostituisce la -g con -gi. Ad es. orange+ -ada= orangiada, ma orange + -eria = orangeria.

1.1 Sostantivi da sostantivi

Si derivano sostantivi da sostantivi per mezzo dei suffissi seguenti:

ada 1. "prodotto fatto con...", ad es. limon > limonada; neol.: persica (pesca), > persicada (bibita alla pesca). 2. "serie di...", ad es. columna (colonna) > columnada (colonnato); neol.: fenestra > fenestrada (serie di finestre).

age (pron. [aje] alla francese) "collezione di...", ad es. folio > foliage (fogliame), neol.: fructa > fructage (insieme di frutta).

alia "collezione senza valore di...", ad es. ferro > ferralia (ferraglia); neol.: papiro (carta) > papiralia (cartaccia).

ano 1. "cittadino, nativo di, abitante di..." ad es. Africa > africano, neol.: Atlanta > atlantano. 2. "lingua di..", ad es. Italia > italiano; neol.: Samoa > samoano. 3. "aderente o seguace di..." ad es. Mohammed > mohammedano; neol.: Wesley > wesleyano.

--- Nota: Si usa con nomi di luoghi o persone. Nel caso di luoghi che non terminano in a o in o, o di persone, si preferisce la variante eufonica iano, ad es. Marte > martiano.

ario 1. "persona caratterizzata da..." o "che si occupa di...", ad es. mission > missionario; neol.: ferrovia > ferroviario (il ferroviere).

--- Nota: questo è un sinonimo di ero (con un'enfasi sull'interesse professionale), o di ista (che suggerisce la preoccupazione con un sistema, una scienza o un arte ecc.). Aggettivo corrispondente è ari. 2. "collezione di...", ad es. vocabulo > vocabulario, herba > herbario; neol.: proverbio > proverbiario (collezione di proverbi), insecto > insectario. 3. "luogo che contiene...", ad es. grano > granario (granaio), feno > fenario (fienile).

astro 1. "inferiore, senza valore, peggiorativo...", ad es. poeta > poetastro, neol.: judice > judiciastro (cattivo giudice). 2. "affinità per matrimonio di un genitore", ad es. patre > patrastro, matre > matrastra.

ata "contenuto di... o quantità contenuta in un...", ad es. coclear (cucchiaio) > coclearata (cucchiaiata); neol.: calice > caliciata (un calice pieno).

ato "funzione, status, grado, giurisdizione, periodo di ufficio, o territorio di un...", ad es. duca > ducato, novicio > noviciato, capitano > capitanato (capitaneria), discipulo > discipulato.

eria 1. "luogo dove qc. è fatto, tenuto o venduto", ad es. lacte > lacteria, neol.: instrumento > instrumenteria. 2. "arte, commercio o pratica di lavorare con... prodotto di quel lavoro", ad es. drappo > drapperia, neol.: arco > archeria. 3. "comportamento di un... come un...", ad es. diabolo > diaboleria, neol.: clown > clowneria (pagliacciata).

ero "uno che lavora con o tratta di...", barba > barbero, banca > banchero, neol.: ambulatia > ambulantiero (conducente di ambulanza). Sinonimo di ari e ista. Aggettivi corrispondenti in ari.

ese 1. "nativo, cittadino o abitante di...", ad es. Geneva > genevese (ginevrino), Salamanca > salamanchese, sinonimo ita. 2. "lingua di..." ad es. Japon > japonese, neol.: Brooklyn > brooklynese.

--- Nota: Non c'è una forma distinta per il femminile, ma cf. i sinonimi ano, iano.

essa 1. "femmina di...", ad es. tigre > tigressa, neol.: vulpe > vulpessa. 2. "moglie di...", ad es. conte > contessa, neol.: mayor > mayoressa, inca > inchessa (moglie dell'Inca).

eto "coltura di..", es pino > pineto (pineta), neol.: orangiero (arancio) > orangiereto (aranceto).

etto, etta "diminutivo, piccolo...", ad es. hacha > hachetta, pacco > pacchetto, neol.: boteca > botechetta (negozietto), uxor > uxoretta (mogliettina), poeta > poetetto/a.

ia (non accentuata) "paese, provincia o regione di...", ad es. arabe > Arabia, neol.: Tocharo > Tocharia; Wilson > Wilsonia.

ia (accentuata) 1. "stato, qualità o giurisdizione di...", ad es. abbate > abbatia, neol.: capitano > capitania. 2. "arte, scienza, pratica, professione, stabilimento", ad es. geologo > geologia, idolatra > idolatria, radiotoxicologo > radiotoxicologia, heliolatra > heliolatria, bottinero (calzolaio) > bottineria (calzoleria).

ica "scienza o studio di", ad es. electron > electronica, neol.: phonema > phonemica.

--- Nota: Usato soprattutto in formazioni parallele ad aggettivi in ic e nomi in ico.

ico "esperto nell'arte o nella scienza di", ad es. historia > historico, theoria > theorico.

--- Nota: Usato principalmente in formazioni parallele in ic.

iera 1. "quello che contiene, copre o protegge...", ad es. sucro > sucreriera (zuccheriera), neol.: bira (birra) > biriera. 2. "campo, miniera in cui cresce o si trova...", ad es. ris > risiera, neol.: baca (bacca) > bachiera.

iero "albero, cespuglio, pianta ecc. che porta o produce", ad es. amandola > amandoliero, neol.: corco > corchiero.

--- Nota: I frutti che terminano in a hanno spesso paralleli in o (es, persicapersico, pirapiro. In tali casi la derivazione in iero è un sinonimo di quelli in o.

il "posto dove si tiene...", ad es. can > canil, neol.: tauro > tauril (stalla per tori).

ina "sostanza fatta di, caratterizzata da..." ad es. caseo > caseina, globulo > globulina.

--- Nota: Si usa soprattutto in parole tecniche (chimica).

ismo 1. "stato o pratica di essere un...", ad es. despota > despotismo, neol.: gigante > gigantismo. 2. "(in medicina) condizione anormale risultante dagli eccessi di...", ad es. plumbo > plumbismo, caffeina > caffeinismo. 3. "dottrina o pratica concernente...", ad es. Calvin > calvinismo, neol.: Tito > titoismo. 4. "qualcosa caratterizzato da... nella lingua di", ad es. hellen > hellenismo, neol.: Brooklyn > brooklynismo.

--- Nota: spesso parallelo ai nomi in ista e a verbi in isar e soggetti ad interpretazione come derivati di isar col significato di "azione, processo, pratica, ecc."

ista 1. "uno che pratica l'arte o la scienza di...", ad es. biologia > biologista, tympano (tamburo) > tympanista, neol.: radiographia > radiographista, saxophono > saxophonista.

--- Nota: Sinonimo di ario, ero.

2. "aderente alla dottrina di...", ad es. Calvin > calvinista, Cesare > cesarista, collaboration > collaborationista.

--- Nota: Spesso parallelo a nomi in ismo e verbi in isar e soggetto ad interpretazione come derivato da isar.

ita 1. "abitante, cittadino, nativo di...", ad es. Neapole > neapolita; neol.: Brooklyn > brooklynita. Sinonimo di ese. 2. "membro o aderente, partigiano di/in", ad es. Jacobo > jacobita, Truman > trumanita.

--- Nota: Non si fa distinzione qui fra maschile e femminile, ma cf. il sinonimo ano, iano.

ite "pietra o altro minerale contenente, rassomigliante, caratterizzato da...", ad es. ligno > lignite, meteoro > meteorite, neol.: Wyoming > wyomingite.

itis "malattia infiammatoria del...", ad es. appendice > appendicitis, neol.: esophago > esophagitis.

--- Nota: Usato con nomi di parti del corpo, soprattutto in contesto medico.

oide "somigliante, conformato come...", ad es. anthropo > anthropoide, globo > globoide, neol.: entomo (insetto) > entomoide, disco > discoide.

osis "condizione di malattia o di anormalità, condizione, stato, processo caratterizzato da...", ad es. neuro > neurosis, tuberculo > tubercolosis, neol.: halito > halitosis.

--- Nota: Usato soprattutto nella terminologia tecnica (medica). L'aggettivo corrispondente è otic.

1.2 Aggettivi da sostantivi.

Aggettivi possono derivare da nomi mediante i suffissi seguenti:

al "appartenente a... caratteristico di... ecc.", ad es. natura > natural, neol.: veneno > venenal (di veleno).

--- Nota: Questo è il suffisso aggettivale più comune e meno specifico. La variante ar è da preferirsi con sostantivi che contengono l ad es. bussola > bussolar. Il tipo interrogatorial può essere costruito come derivato da interrogatorio o (con la variante ial del suffisso) da interrogator. In modelli di questo tipo si preferisce ial.

an "pertinente a... nativo di...", ad es. urbe > urban; Mohammed > mohammedan, Africa > african, neol.: Tolstoi > tolstoian, Asia > asian.

--- Nota: Usato con nomi di luogo o di persona. Nel caso di nomi di luogo che non terminano in a o in o, come pure di tutti i nomi di persona, si preferisce usare la variante ian, ad es. Zamenhof > zamenhofian, Canada > canadian. Il sostantivo corrispondente è ano (iano).

ari "pertinente a... consistente di...", ad es. legenda > legendari, fragmento > fragmentari; neol.: vestimento > vestimentari.

--- Nota: Funziona come aggettivo corrispondente ai nomi in ario, ero e iero. Le varianti er e ier possono essere usati in corrispondenza a ero e iero.

ate "fornito di...", ad es. barba > barbate, vertebra > vertebrate, anello > anellate.

esc 1. "simile a..., caratteristico di...", ad es. gigante > gigantesc; neol.: elephante > elephantesc. 2. "alla maniera di, nello stile di", ad es. arabe > arabesc, neol.: Chopin > chopinesc.

ese "appartenente a..., nativo di...", ad es. China > chinese; neol.: Ural > uralese.

ic "di, pertinente a...", ad es. alcali > alcalic, cubo > cubic, nostalgia > nostalgic; neol.: Bosphoro > bosphoric.

ifere "che produce, che dona...", ad es. carbon > carbonifere, fungo > fungifere.

ific "che fa o che causa", ad es. pace > pacific; neol.: lumine > luminific (che produce luce).

in "di, appartenente a...", ad es. alcali > alcalin, can > canin; neol.: mure > murin (di topo).

--- Nota: Usato particolarmente con nomi di animali. La forma sostantivata ino, ina possono essere usate per designare la prole animale.

ista "pertinente a ismo"..., ad es. evolution > evolutionista; neol.: inflation > inflationista.

--- Nota: Non distinto da sostantivi in ista, usato come apposizione.

oide "conformato come...", ad es. negro > negroide; neol.: disco > discoide.

--- Nota: Usato soprattutti in termini tecnici che possono essere sostantivati senza cambiamento di forma.

ose "che ha... o abbonda di..., caratterizzato da...", ad es. joco > jocose, religion > religiose; neol.: incendio > incendiose (abbondante in fuochi distruttivi).

--- Nota: ion + ose = iose.

otic "appartenente a ...osis", ad es. neurosis > neurotic; neol.: thrombosis > thrombotic.

--- Nota: Usato in termini tecnici (medici), termine corrispondente ai nomi in osis.

1.3 Verbi da sostantivi

I verbi possono derivare da sostantivi ed aggettivi mediante la semplice finale ar o i suoi composti ificar e isar (ficar e sar dopo i). Distinguere il significato dei verbi derivati di questi tre suffissi è più difficile da definire che da percepire.

Per nuove formazioni bisognerà ricordare i seguenti punti: La finale ar può essere considerata priva di significato proprio. Il significato associato a questa forma verbale sarà necessario chiarirlo con altri elementi. Per esempio: che guantar (da guanto) non suggerisce l'idea di "rendere come un guanto" (sul modello di acierar, rendere come l'acciaio, aciero), o "colpire con un guanto" (secondo il modello di martellar, battere con un martello), non si deve al valore intrinseco di ar, ma è solo una questione di buon senso. Nuove formazioni in ar ottengono il loro significato nel loro contesto, spesso grazie all'aggiunta di un affisso, per ad es. in afratrar (affratellare, > fratre), dove a suggerisce l'approssimazione sicchè il verbo significherà "rendere fratello di", o in invinagrar < vinagre (aceto), dove il prefisso suggerisce la nozione di "mettere sotto aceto".

Il significato suggerito da verbi derivati con ificar è quello di trasformare una cosa in un'altra. In una delle sue accezioni, il suffisso isar suggerisce l'idea di "fare" ma piuttosto nel senso che una cosa viene trasformata senza che perda la sua identità primitiva. Cosí petrificar, suggerisce un'azione che trasformi qualcosa una pietra, cosa che prima non era, mentre vaporisar suggerisce l'idea che una sostanza che non cambia la sua identità è trasformata in vapore. In nuove formazioni questa distinzione dovrebbe essere rispettata. Per ad es. papirificar "trasformare qualcosa in carta" (da papiro, carta), potrebbe avere "legno" per suo oggetto, mentre papirisar "fare carta" si applicherebbe alla corteccia di un albero che rimane ciò che era, ma che comincia ad avere l'apparenza di carta.

ar 1. "fare uso di..., applicare, dare... ecc. a", ad es. vulnere > vulnerar (ferire), neol.: anello > anellar (dare un anello a); garage > garagiar (mettere in garage). 2. "rendere, o fare...", ad es. sic > siccar, neol.: folle > follar (far diventare matto).

ificar "fare, rendere, convertire in...", ad es. ample > amplificar, petra > petrificar, neol.: grasse > grassificar (ingrassare), glacie > glacificar (convertire in ghiaccio).

isar 1. "rendere...", ad es. pulvere > pulverisar, neol.: emulsion > emulsionisar (emulsionare). 2. "applicare, fare uso di", ad es. pasteur > pasteurisar, neol.: collodio > collodisar. 3. "rendere, fare", ad es. american > americanisar, minime > minimisar.

--- Nota: Nomi in ismo e ista possono spesso essere costruiti come derivati di verbi in isar, piuttosto che di aggettivi o sostantivi radice.

1.4 Da aggettivi

1.4.1 Verbi da aggettivi

La derivazione di verbi da aggettivi è analoga a quella di verbi da sostantivi.

I suffissi che si usano nel derivare nuove parole da verbi sono generalmente collegati alla radice verbale per mezzo di caratteristiche di transizione che non sono le stesse per tutti i verbi e per tutti i suffissi.

E abitudine citare le caratteristiche di transizione come parte dei suffissi postverbali col risultato che praticamente tutti appaiono sotto diverse forme varianti (come ation, ition, ion, ecc.). Eccezione fanno i suffissi ada, age, e eria. Senza tenere conto della variabilità delle radici, i suffissi ch servono nella derivazione deverbale sono:

-ada, -age, -eria, -nte, -ntia, -mento, -bile, -ion, -ive, -ura, -or, -ori, -orio, -e

Ad ogni verbo si possono attribuire due forme distinte alle quali si aggiungono i suffissi derivazionali. La prima di queste forme è l'infinito privo delle finali dell'infinito ar, er e ir. I suffissi che si combinano con queste radici sono ada, age, eria, nte, ntia, mento, bile. Le ultime quattro richiedono una "caratteristica di transizione". Nel caso dei verbi in ar, è sempre a, nei verbi in er è i per mento e bile, e e per nte e ntia; nel caso dei verbi in ir, è i per mento e bile e ie per nte e ntia. Esempi si trovano al par. 152.

Ecco la forma completa dei suffissi postverbali che possono essere associati con l'infinito privato del suffisso ar, er, ir.

-ada, -age, -eria, -ante, -ente, -iente, -antia, -entia, -ientia, -amento, -imento, -abile, -ibile

La seconda forma radicale ampliata in grado di combinarsi con altri suffissi è o irregolare nel cui caso essa è indicata come tale nello I.E.D. (per ad es. figer, verter, cognoscer ecc.) oppure risulta dalla prima radice con l'aggiunta di at nel caso dei verbi in ar e di it nel caso dei verbi in er e ir. I suffissi che si possono agganciare sono ion, ive, ura, or, ori, orio.

Collegando gli elementi at e it con i suffissi elencati risulta una visione di insieme sulle forme in cui la distinzione fra prima e seconda radice deve essere mantenuta solo per i verbi con una seconda radice irregolare. Quest forme sono:

Per verbi regolari in ar (aggiunti ad una radice semplice)

-ation, -ative, -atura, -ator, -atori, -atorio, -ate.

Per verbi regolari in er e ir (aggiunti ad una radice semplice)

-ition, -itive, -itura, -itor, -itori, -itorio, -ite

Per verbi irregolari (aggiunti ad una radice irregolare)

-ion, -ive, -ura, -or, -ori, -orio, -e

--- Nota: Tutti i verbi possono essere considerati come regolari con il risultato di ottenere doppioni come facer "fare" > factor o facitor; tender > tenditor o tensor, ecc.. In nuove formazioni la variante regolare generalmente si preferisce. Il suffisso ate e le sue varianti formano aggettivi participiali come vengono trattati nel par. 95. Il suffisso bile, che si associa regolarmente con la prima radice, può essere unito alla radice irregolare secondaria quando essa termina in pt, st, s, ss, o x.

1.4.2 Sostantivi da aggettivi

I sostantivi possono essere derivati da aggettivi grazie all'uso dei suffissi qui elencati:

essa "stato o qualità di essere...", ad es. polite > politessa (gentilezza); ric > ricchessa, neol.: apte > aptessa (attitudine) meglio aptitude.

ia (senza accento) "stato o qualità di essere...", ad es. efficace > efficacia, neol.: felice > felicia (felicità), fraudolente > fraudolentia.

ia (accentato), "stato o qualità di essere...", ad es. zelose > zelosia (gelosia), neol.: tecnici brachycephale > brachycephalia.

ismo 1. "stato o qualità di essere", ad es. provincial > provincialismo, neol.: brutal > brutalismo. 2. "dottrina o pratica riguardo a ciò che è...", ad es. social > socialismo, neol.: atonal > atonalismo. 3. "qualcosa di caratteristico del popolo... o della lingua...", ad es. german > germanismo, neol.: polynesian > polynesismo.

ista "aderente alla dottrina o alla pratica di ciò che è...", ad es. social > socialista, atonal > atonalista.

itate "stato o qualità di essere...", ad es. regular > regularitate, neol.: cohesive > cohesivitate.

--- Nota: Ha il sinonimo in itude, ma si preferisce quando la parola è già un derivato. In ulteriore derivazione (non raccomandata per l'uso attivo), itate appare prima dei suffissi che cominciano con a in forma it; ad es. autoritate + ari > autoritari.

itude "stato o qualità di essere...", ad es. certe > certitude, neol.: emerite > emeritude.

--- Nota: Sinonimo di itate. Esteso a itudin in ulteriori derivazioni, ad es. latitude > latitudinal.

1.4.3 Aggettivi da aggettivi

- La derivazione di aggettivi da aggettivi è limitata all'uso di un suffisso diminutivo e la derivazione di superlativi assoluti in issime. Si noti che ogni sostantivo in ista può funzionare come aggettivo, ad es. socialista.

ette "qualcosa di carino", ad es. belle > bellette (carino, bellino), neol.: blanc > blanchette.

1.5 Nomi ed Aggettivi da verbi

Da verbi si possono derivare nomi ed aggettivi con i seguenti suffissi. Le finali infinitive che appaiono fra parentesi, e che seguono le varianti dei vari suffissi, identificano la classe dei verbi regolari ai quali viene limitato l'uso di un particolare suffisso. Le varianti di suffissi limitati nel loro uso con combinazioni di radici secondarie irregolari sono indicate esplicitamente come tali.

ada sost "azione continua o prolungata di...", ad es. cavalcar > cavalcada, neol.: currer > currada (corsa).

age sost "azione o processo di...", ad es. acierar > acierage, neol.: borrar > borrage, contrafacer > contrafaciage (contraffazione).

eria sost 1. "luogo dove qualcosa vien fatto", ad es. distillar > distilleria, blanchir > blancheria, piscar > pischeria. 2. "arte, professione, pratica di... e il prodotto di tale lavoro", ad es. brodar > broderia, robar > roberia.

amento (ar), imento (er, ir) sost "azione o risultato di...", ad es. arrangiar > arrangiamento, abolir > abolimento, neol.: fagottar > fagottamento, fulger > fulgimento (folgorazione, flash).

ante (ar), ente (er), iente (ir) ag ad es. abundar > abundante, coherer > coherente, obedir > obediente, neol.: florar > florante, subscriber > subscribente, inhibir > inhibiente.

ante (ar), ente (er), iente (ir) sost "uno che compie l'azione indicata dal verbo", ad es. brillar > brillante, studer > studente, emollir > emolliente, neol.: formar > formante, diriger > dirigente, inhibir > inhibiente.

--- Nota: Forma identica al participio presente di cui è la sostantivazione. Per significato è simile a ator, ma sottolinea l'aspetto progressivo dell'azione.

antia (ar), entia (er), ientia (ir) ag "stato o qualità di...", ad es. tolerar > tolerantia, adolescer > adolescentia, experir > experientia, neol.: irradiar > irradiantia, arder > ardentia, inciper > incipientia.

--- Nota: Identico al participio presente, con in più il suffisso ia.

abile (ar), ibile (er, ir) ag "che può essere..." observar > observabile, admirar > admirabile, leger > legibile, audir > audibile, neol.: exaggerar > inexaggerabile, financiar > financiabile, finir > finibile, franger > frangibile.

Nel caso di certi verbi che hanno una radice irregolare secondaria, la forma ibile viene usata con quella radice quando termina in s, pt, st, o x. Ad es. perciper (cip/cept) > perceptibile, neol.: tonder (tond, tons) > intonsibile.

ation (ar), ition (er, ir) sost "azione o risultato di...", ad es. installar > installation, adder > addition, audir > audition, neol.: atomisar > atomisation, amollir > amollition.

Nel caso di verbi con una radice secondaria irregolare, la variante breve ion viene usata con questa radice. Ad es. convenir (ven, vent) > convention, neol.: derelinquer (linqu, lict) > dereliction, consentir (sent, sens) > consension.

ative (ar), itive (er, ir) ag 1. "tendente a...", ad es. sedar > sedative, depler > depletive, fugir > fugitive, neol.: isolar > isolative, moner > monitive, finir > finitive. 2. "avente la funzione di...", ad es. demonstrar > demonstrative, compler > completive, partir > partitive, alligar > alligative, circumjacer > circumjacitive, guarnir > guarnitive.

Nel caso di verbi che hanno una radice irregolare secondaria, la variante breve ive viene usata con quella radice, ad es. reciper (cip, cept) > receptive, defender (fend, fens) < defensive, neol.: eveller (vell, vuls) > evulsive; exhaurir (haur, haust) > exhaustive.

ator (ar), itor (er, ir) sost "uno che...", ad es. administrar > administrator; accelerar > accelerator; consumer > consumitor; expedir > expeditor; neol.: ponderar > ponderator; siccar > siccator; urger > urgitor; compartir > compartitor.

Nel caso di verbi che hanno una radice secondaria irregolare, con la radice si userà la variante breve or. Es. distribuer (tribu, tribut) > distributor; neol.: franger (frang, fract) > fractor, exhaurir (haur, haust) > exhaustor.

--- Nota: Il suo significato è simile a ante, che dovrà essere preferito nel caso di verbi in escer. Il femminile corrispondente è atrice.

atori (ar), itori (er, ir) ag "pertinente a, che serve a, l'azione di", ad es. circular > circulatori, merer > meritori, transir > transitori; neol.: ventilar > ventilatori; coercer > coercitori.

Nel caso di verbi che hanno una radice secondaria irregolare, con tale radice si userà la variante abbreviata ori. Ad es. deluder (lud, lus) > delusori, neol.: sentir (sent, sens) < sensori, accender (cend, cens) < accensori.

--- Nota: Frequentemente esso serve come aggettivo generico referentesi a nomi in ion.

atorio (ar), itorio (er, ir) sost "luogo dove, istallazione o strumento con il quale si fa...", ad es. laborar > laboratorio; abatter > abattitorio; audir > auditorio; neol.: fumar > fumatorio; biber > bibitorio, blanchir > blanchitorio.

Nel caso di verbi che hanno una radice secondaria irregolare, con la radice si userà la variante breve orio. Es. scriber (scrib, script) > scriptorio; calefacer > calefactorio.

atrice (ar), itrice (er, ir) sost "donna che...", ad es. imperar > imperatrice; consumer > consumitrice; expedir > expeditrice, neol.: crear > creatrice; moner > monitrice; audir > auditrice.

Nel caso di verbi che hanno una radice secondaria irregolare, con la radice si userà la variante breve rice, a condizione che la radice termini in t. Con altre radici irregolari, questa derivazione dovrà essere evitata. Es. ager (ag, act) > actrice, neol.: sarcir (sarc, sart) > sartrice.

--- Nota: Il sinonimo corrispondente alla forma maschile ator, viene modificato in essa.

atura (ar), itura (er, ir) sost "azione risultante da...", ad es. filar > filatura; crear > creatura; vestir > vestitura; neol.: martellar > martellatura; nutrir > nutritura.

Nel caso di verbi che hanno una radice secondaria irregolare, con la radice si userà la variante breve ura. Es. miscer (misc, mixt) > mixtura; aperir (per, pert) > apertura; neol.: tanger (tang, tact) > tactura; sarcir (sarc, sart) > sartura.

--- Nota: Per sinonimi e quasisinonimi vedi par. 154.

ate (ar), ite (er, ir) ag 1. "essere...", ad es. concentrar > concentrate, addormir > addormite, posseder > possedite, civilisar > civilisate, perder > perdite, prohibir > prohibite; 2. "avere...", ad es. mediar > mediate, tacer > tacite; neol.: germinar > germinate, jacer > jacite, cader > cadite, faller > fallite.

Nel caso di verbi che hanno una radice secondaria irregolare, con la radice si userà la variante breve e. Es. confunder (fund, fus) > confuse, neol.: scriber (scrib, script) > scripte.

Aggettivi deverbali. Vi sono cinque suffissi che formano aggettivi deverbali:

1. ante (ente, iente) "cosa o persona che sta svolgendo l'azione espressa dal verbo", ad es. causar > causante.

2. ative (itive, ive) "cosa o persona che tende a..., che è in grado di svolgere l'azione indicata dal verbo", ad es. causar > causative, le distinction de plure factores causative.

3. atori (itori, ori) "cosa o persona che è in qualche modo collegata all'azione del verbo" ad es. causar > causatori, le aspecto causatori del problema.

4. ate (ite, e) "azione ormai spenta, che era applicata a una cosa o persona", ad es. causar > causate, le accidente causate per su neglecto.

5. abile (ibile) "azione può/potrebbe/dovrebbe essere applicata a una cosa o persona", causar > causabile, miraculos es causabile solmente per fortias supernatural.

Aspetti distinti dal verbo. Alcuni sostantivi deverbali, formati con determinati suffissi esprimono aspetti più o meno distinti del verbo. Essi sono: 1. ada; 2. age; 3. eria; 4. mento (imento); 5. ation, (ition, ion); 6. atura (itura, ura); ai quali può pure essere aggiunto 7. antia (entia, ientia) e 8. i verbi all'infinito usati come sostantivi. La differenza che corre fra di loro è spesso solo una sfumatura. Spesso sono intercambiabili senza cambiamenti di significato. L'uso di tutti questi affissi con lo stesso verbo è spesso artificioso, ma può servire a evidenziare il loro valore singolo.

Da procurar come esempio, i sostantivi deverbali potrebbero essere: procurada, procurage, procureria, procuramento, procuration, procuratura, procurantia, procurar.

1. ada esprime l'azione fatta, considerata come un tutto, sia come risultato che come continuità. Essa si presta meglio ad essere usata al plurale. Procurada potrebbe significare l'azione di procura con enfasi sul risultato durevole.

2. age esprime l'azione svolta o in corso di svolgimento considerata come risultato singolo, o come un'intera serie di risultati. Essa tende ad essere abbastanza astratta da resistere alla pluralizzazione. Procurage potrebbe significare la "procedura" di procurare qualcosa, con accento sullo sforzo, la spesa implicata, oppure l'occupazione di una persona interessata a procurare cose, considerandola come elemento di una serie di procedure di procura.

3. eria esprime l'azione considerata come parte di un'occupazione, o come campo di impresa, ecc. che pure implica la produzione corrispondente sia come intero che come semplici pezzi. Procureria potrebbe significare la pratica (con tutte le sue implicazioni) di una persona la cui professione è quella di procurare cose. Questo accanto naturalmente al significato più cristallizzato del luogo di lavoro di tale persona.

4. amento esprime l'azione riferita ai suoi effetti o ai suoi risultati. Procuramento potrebbe significare un atto o azione e lo sforzo di procurare qualcosa.

5. ation esprime un'azione considerata come un processo tangibile che può essere ripetuto. Quindi tollera il plurale. Procuration significa perciò il procurare come azione definita.

6. atura esprime l'azione considerata in riferimento al suo prodotto individuale, come pure, per estensione, l'attività di cui il prodotto individuale è simbolo. Procuratura potrebbe significare il fatto di procurare, cosí come un'organizzazione o un ufficio istituito per procurare materiale ad un certo scopo.

7. antia esprime l'azione considerata come stato dell'agente che la realizza. Procurantia potrebbe significare il procurare come un compito che esige particolari doti dalla persona in questione.

8. ar esprime l'azione considerata come fenomeno astratto che non può quindi essere pluralizzato. Procurar significa "il procurare".

--- Nota: La distinzione razionale fra il significato dei diversi suffissi deverbali non può essere netta. In pratica la scelta di una o di un'altra forma è spesso governata da considerazioni linguistiche. Il loro uso coincide allora con quello che ci viene proposto dalle lingue di riferimento.


2. Composizione

Composizione (definizione)

Usiamo qui il termine composizione riferendoci alla costruzione di parole effettuata combinando una radice ed un prefisso, oppure due radici. In ogni caso il prefisso modifica il secondo elemento, il quale determina l'appartenenza grammaticale del derivato risultante. Si noti che il secondo elemento spesso viene considerato come parte autonoma del discorso solo nel processo di composizione. Ad es. in rehabilitar (riabilitare), il prefisso sembra modificare il verbo habilitar (abilitare), ma in realtà si riferisce ad habile (abile). Nella seguente esposizione questo fenomeno è stato considerato normale, quindi non richiede ulteriori commenti.

Conviene distinguere fra prefissi generici e prefissi tecnici. Questa distinzione non è una regola assoluta, ma proviene dal fatto che la terminologia scientifica opera con prefissi che raramente si trovano nel vocabolario dell'uso comune. Questa è una caratteristica delle lingue moderne, e non un tratto particolare dell'Interlingua.

Prefissi generici che modificano nomi. I seguenti prefissi generici modificano nomi, aggettivi e/o verbi come osserveremo negli esempi:

ad (in verbi) "verso, in", ad es. judicar (giudicare) > adjudicar (aggiudicare); currer (correre) > adcurrer (accorrere, venire correndo), costa > accostar, neol.: rider > arrider (ridere a).

--- Nota: Per estensione del significato di "mozione verso", ad esprime anche "cambiamento in", "incremento di intensità", ad es. clar > acclarar (rendere più chiaro, chiarire). E soggetto ad assimilazione se precede consonanti diverse da d, h, j, m, e v.

ante (in nomi, aggettivi e verbi) "precedente nel tempo o nello spazio", ad es. camera > antecamera, penultime > antepenultime (terz'ultimo), diluvio > antediluvian; poner > anteponer; neol.: eternitate > anteeternitate, margine > antemarginal, arar > antearar (fare una prearatura). Sinonimo di pre.

anti (in nomi ed aggettivi) "opposto, contrario", ad es. arctic > antarctic; papa > antipapa; neol.: idealista > antiidealista, Freud > antifreudian.

--- Nota: La variante ant (non in uso attivo) appare prima delle vocali e di h, ad es helminthe (verme intestinale) > anthelminthic.

auto (in nomi ed aggettivi) "da solo", ad es. biographia > autobiographia; mobile > automobile; neol.: analyse > autoanalyse.

--- Nota: La variante aut (non in uso attivo), appare prima delle vocali, ad es. onym > autonymo.

circum (in verbi ed aggettivi) "intorno", ad es. navigar > circumnavigar; polo > circumpolar; vicin > circumvicin; neol.: zenit > circumzenital.

--- Nota: La variante circu (non in uso attivo) appare prima di i, ad es. ir (andare), circuir (circuire).

co (in nomi ed aggettivi) "unito, compagno", ad es. national > conational; hereditario > cohereditario; neol.: naufrago > conaufrago; ideal > coidealista (aderente al medesimo ideale).

--- Nota: Coincide con co, variante di con usata davanti a vocali e ad h.

con (in nomi, aggettivi e verbi) "con, insieme, congiuntamente, mutualmente", ad es. matre > commatre; latere > collateral; temporanee > contemporanee; exister > coexister; religion > correligionario; neol.: generic > congeneric; fixar > confixar, partitario > conpartitario (aderente allo stesso partito).

--- Nota: E come co, ma precede le voci che iniziano con consonante, salvo h.

contra (in nomi e verbi) "contro, opposto, contrario" ad es. balancia > contrabalancia; dicer > contradicer; neol.: manifesto > contramanifesto; fluer > contrafluer.

dis (in nomi, aggettivi e verbi) 1. "a parte, separatamente, diviso, disperso", ad es. rumper > disrumper; neol.: jicer (gettare) > disjicer (disperdere tutt'intorno); 2. "non... contrario o opposto a", ad es. contente > discontente; harmonia > disharmonia, neol.: credentia > discredentia (incredulità); acido > disacidificar.

--- Nota: Nel senso 2. è sinonimo di in e non.

ex (in nomi) "passato, non più", ad es. presidente > expresidente; neol.: convicto > exconvicto (già carcerato).

--- Nota: Di preferenza legato alla radice da una lineetta.

extra 1. (in nomi, aggettivi e verbi) "fuori, fuori dal raggio di", ad es. dorso > extradorso; muro > extramural; vaso > extravasar; neol.: lege > extralegal; 2. (in aggettivi) "molto, grandemente", ad es. fin > extrafin, neol.: longe > extralonge.

gran (in parentele) ad es. patre > granpatre (nonno), amita > granamita > (prozia); papa (papà) > granpapa.

--- Nota: Per ulteriore duplicazione si usa il prefisso pro, ad es. progranamita (proprozia).

in I. (in verbi) "in, dentro", ad es. ducer > inducer, neol.: capsula > incapsular.

--- Nota: Appare come il davanti a l; im davanti a b, m, p; ir davanti a r; esso esprime posizione o mozione verso, cambiamento in ecc. Il sinonimo en ricorre in parole tecniche, par. 158.

II. (in nomi ed aggettivi) "non..; mancante di"; ad es. action > inaction; regular > irregular; disciplina > indisciplina.

--- Nota: Appare come i davanti a gn; il davanti a l; im davanti a b, m, p; ir davanti a r. Sinonimo di dis e non.

inter (in nomi, aggettivi e verbi) "fra", ad es. linear > interlinear; acto > interacto; maxilla > intermaxilla; racia > interracial.

intra (in aggettivi) "dentro, fra", ad es. venose > intravenose; neol.: pelvic > intrapelvic.

intro (in verbi) "verso dentro", ad es. ducer > introducer; neol.: suger > introsuger.

--- Nota: Contrario di intro è extro, ad es. extroversion.

mis (con verbi) "in modo cattivo o sbagliato", ad es. interpretar > misinterpretar; neol.: nominar > misnominar (chiamare in sostantivo errato).

non (con nomi ed aggettivi) "non... assenza/mancanza di", ad es. conformista > nonconformista; senso > nonsenso; neol.: cyclic > noncyclic; usage > nonusage.

--- Nota: Sinonimo di dis e in.

per (con verbi) 1. "attraverso", ad es. forar > perforar; neol.: vader > pervader; 2. "in modo completo", ad es. venir > pervenir; neol.: leger > perleger (leggere completamente).

--- Nota: Nel senso 1. è sinonimo di trans. Si usa anche come prefisso tecnico in chimica con nomi ed aggettivi. Ad es. oxydo > peroxydo (composto contenente ossigeno con una certa valenza); neol.: boric > perboric.

post (con nomi, aggettivi e verbi) "dietro, posteriormente", ad es. poner > postponer; glacie > postglacial; neol.: pagar > postpagar; impressionista > postimpressionista.

--- Nota: Contrario di pre e ante.

pre (con nomi, aggettivi e verbi) "prima nel tempo, posizione o rango", ad es. dominar > predominar; historia > prehistoria; matur > prematur; gustar > pregustar; newtonian > prenewtonian.

pro 1. (con nomi, aggettivi e verbi) "in favore di, dalla parte di", ad es. semitic > prosemitic; german > progerman; 2. (con verbi) "in avanti", ad es. longe > prolongar; traher > protraher.

--- Nota: Nel senso 1. è contrario di anti. Per l'uso nella derivazione di termini di parentela, vedi gran.

re (in verbi) 1. "indietro", ad es. flecter > reflecter; neol.: lancear > relancear; 2. "ancora", ad es. nove > renovar; neol.: colonisar > recolonisar.

--- Nota: Nel senso 1. sinonimo del più esplicito retro.

retro (in verbi) "indietro, verso il retro", ad es. ceder > retroceder; neol.: ducer > retroducer (condurre indietro).

--- Nota: Sinonimo del meno esplicito re. Formazioni specifiche possono avere un antonimo in pro; ad es. retrocession, procession.

sub (con nomi, aggettivi e verbi) 1. "sotto, al di sotto", ad es. lingua > sublingual; neol.: currente > subcurrente; 2. "subordinato, suddivisione di", ad es. division > subdivision; neol.: chef > subchef; 3. "appena", ad es. bullir > subbullir; neol.: inflammation > subinflammation.

--- Nota: Soggetto ad assimilazione davanti a c, f, g, m, p, r. Contrario di super.

super (in nomi, aggettivi e verbi) 1. "al di sopra", ad es. poner > superponer; scarpa > superscarpa; neol.: collar > supercollar; 2. "molto, troppo", ad es. pagar > superpagar; neol.: critic > supercritic.

--- Nota: Contrario di sub.

trans (in nomi, aggettivi e verbi) 1. "oltre", ad es. portar > transportar; Alpes > transalpin; ration > transrational; neol.: uranium > transuranic; 2. "attraverso", ad es. pare > transparer; neol.: lumine > transluminar.

ultra (in nomi, aggettivi e verbi) "oltre", ad es. passar > ultrapassar; violette > ultraviolette; neol.: micrometro > ultramicrometro; stella > ultrastellar.

--- Nota: Simile a per.

vice (con nomi) "rappresentante o sostituto di un...", ad es. rege > vicerege; director > vicedirector.

Prefissi tecnici - I seguenti prefissi tecnici vengono usati per modificare nomi ed aggettivi:

a "non, senza, in mancanza di", ad es. esthesia > anesthesia; gnostic > agnostic; neol.: nocive > anocive.

--- Nota: La variante an appare davanti a h e vocali.

amphi 1. "entrambi, da entrambi i lati", ad es. bio > amphibie; 2. "intorno", ad es. theatro > amphitheatro; neol.: nucleo > amphinucleo.

ana "ancora", ad es. baptismo > anabaptismo; neol.: genese > anagenese.

--- Nota: Cf. il termine non tecnico re.

apo 1. "via, lontano da...", ad es. geo > apogeo; neol.: trachea > apotracheal; 2. "formato da", ad es, morphina > apomorphina; neol.: quinina > apoquinina.

cata 1. "giù, verso il basso", ad es. rhino > catarrhin; neol.: phyllo > cataphyllo; 2. "contro, riflesso", ad es. optro > catoptric; neol.: acustica > catacustica.

--- Nota: La variante cat appare davanti a h e vocali.

dia 1. "attraverso", ad es, metro > diametro; neol.: nodo > dianodal; 2. "via da", ad es. stas > diastase; neol.: magnetic > diamagnetic.

--- Nota: Davanti a vocali si usa la variante di. Cf. i sinonimi non tecnici trans e per.

dys "malamente", ad es. pepsia > dyspepsia; neol.: genese > dysgenese.

--- Nota: Cf. il sinonimo non tecnico mis.

ecto "esterno", ad es. derma (in composti) > ectoderma; neol.: cornea > ectocornea; cranio > ectocranial.

--- Nota: Prima di vocale appare la variante ect. Cf. il sinonimo non tecnico extra.

en "in. dentro", ad es. demo > endemia; neol.: derma > endermic.

endo "fra", ad es. gamo > endogame; osmose > endosmose; phag > endophage.

--- Nota: La variante end appare davanti a vocale.

ento "dentro", ad es. zoon (animale) > entozoon (parassita intestinale); neol.: ot (orecchio) > entotic (appartenente all'interno dell'orecchio).

--- Nota: Davanti alle vocali si usa la variante ent.

epi "su, al di sopra", tapho (tomba) > epitaphio; neol.: gastro (addome, stomaco) > epigastric.

--- Nota: Davanti ad h e alle vocali si usa la variante ep.

exo "senza, al di fuori", ad es. gamo (matrimonio) > exogame; osmose > exosmose; neol.: phag (mangiare) > exophage (che pratica il cannibalismo al di fuori della propria tribù.

--- Nota: Davanti alle vocali si usa la variante ex.

hyper "oltre, troppo", ad es. critic > hypercritic; tension > hypertension; neol.: dimension > hyperdimensional.

--- Nota: Cf. il prefisso non tecnico super.

hypo 1. "al di sotto", ad es. derma > hypodermatic; neol.: carpo (frutto) > hypocarpio; 2. "ad un livello più basso, in qualche modo", ad es. troph (nutrimento) > hypotrophia; neol.: esthesia > hypoesthesia; 3. (in chimica) "che indica uno stato più basso d'ossidazione, o una posizione più bassa in una serie di composti", ad es. phosphato > hypophosphato (desueto); neol.: acide > hypoacide.

--- Nota: Cf. il sinonimo non tecnico sub.

meta 1. "dietro", ad es. carpo > metacarpo; neol.: branchia > metabranchial; 2. "oltre, in modo trascendente, più alto", ad es. physica > metaphysica; mathematica > metamathematica; 3. "dopo, susseguente a", ad es. zoon > metazoon; neol.: arthritis > metaarthritic; 4. (in chimica) "designa composti simili, metamerici, derivati", ad es. globulina > metaglobulina; neol.: gelatina > metagelatina.

--- Nota: Si usa la variante met davanti a vocali e h. Cf. i sinonimi non tecnici trans e ultra.

para 1. "a fianco di", ad es. sito (cibo) > parasite; neol.: centro > paracentral; 2. "sbagliato, carente", ad es. dox (opinione) > paradoxe; neol.: phem (voce) > paraphemia; 3. "somigliante, modifica di", ad es. typhoide > paratyphoide; neol.: physic > paraphysic.

--- Nota: Davanti a h e alle vocali si usa la variante par.

peri "intorno", ad es. metro (misura) > perimetro; neol.: arteria > periarterial.

--- Nota: cf. il prefisso non tecnico circum.

syn "con, insieme, simile", ad es. logos > syllogisar; chrono > synchrone; phon > symphone; neol.: dactyli (dito) > syndactyle.

--- Nota: Prima di l appare come syl; sym davanti a b, m. p. ph; Cf. il suffisso non tecnico con.

Combinazione di parole - I composti che risultano dalla combinazione di due parole a in sè vengono formati per semplice giustapposizione. A volte richiedono l'uso di una lettera di congiunzione. L'Interlingua manca della capacità tipica delle lingue germaniche di congiungere in modo pressochè illimitato ogni sorta di sostantivi. Fra gli strumenti espressivi disponibili in Interlingua, complementari al sistema di composizione, si noti l'uso della prepozione de o a, come in italiano, ad es.:

station de omnibus, libro de cassa, tractor a erucas, musica de camera, sala a attender, sacco a mano

A volte si usa il sintagna composto da sostantivo e da aggettivo:

lumine solar, sacco lacrimal, pelle rubie, vaso sanguinee

Modelli analogici. La composizione attiva in Interlingua è circoscritta ad alcuni modelli analogici. Questo significa che - a parte le forme compositive che funzionano come affissi -, (cfr. 161,164), ogni elemento associabile in un nuovo composto deve comparire in uno o più composti tradizionali che servono a dimostrare in qual modo parole separate vengono a far parte del composto. Si noti che la maggior parte degli elementi di un composto sono collegati fra di loro con una vocale. Quest'ultima di solito scompare quando il primo suono del secondo elemento è anch'esso una vocale. La vocale di congiunzione è spesso, ma non necessariamente, la finale standardizzata del primo elemento usato come parola indipendente. Nella maggioranza dei composti le vocali di congiunzione sono o oppure i.

Negli esempi seguenti la composizione attiva è illustrata sul modello dell'equazione: il composto tradizionale A e composto tradizionale B permettono la derivazione del nuovo composto C.

--- Nota: Alcuni dei composti considerati come 'nuovi' in Interlingua potrebbero esistere nel vocabolario di una qualche lingua etnica.


A
hepatologia
cyanotypo
sciamachia
genealogo
agricultuira
microcosmic
B
appendicectomia
claustrophobia
necromantia
idolatra
lignicole
pseudoclassic
C
hepatectomia
cyanophobia
sciamantia
genealatria
lignicultura
pseudocosmic

Combinazioni libere. Un numero considerevole di parole ricorre cosí frequentemente in composti che la loro forma nelle composizioni (assieme alla loro eventuale vocale di congiunzione) differisce di poco da un prefisso o da un suffisso. Quelli che possono essere usati liberamente in combinazioni dotate di senso (che potrebbero non trovarsi in composti tradizionali) sono elencati qui sotto, seguiti da uno o più esempi e da nuovi derivati. Essi sono utilizzati nella terminologia tecnica e scientifica.

a) Primi elementi o prefissi.

aero (forma di connessione di aere, aria) ad es. aeronave, aerodynanic; aerostatica; neol.: aeropression; aerophobia; aerotherapia, aerotransporto.

archi (arci) archiepiscopo (arcivescovo); neol.: archidarwinista; archilegal (legale oltre ogni dubbio).

electro (deriva da forme come electricitate, electric ecc.) ad es. electromoto; electrotherapia; neol.: electropropulsion (propulsione elettrica); electropiano (piano elettrico).

equi (deriva da forme di eque col significato di equal) ad es. equilateral; equivaler; neol.: equicurvate; equisonantia.

hetero ("altro, diverso") ad es. heterosexual; neol.: heteroracial (di altra razza).

homo (hom davanti a vocali, "lo stesso") ad es. homologe; homocentric; neol.: homolithic (consistente della stessa pietra); homopersonal avente una persona (nel trinitarismo teologico): ad es. Cristo è una sola persona, pur essendo uomo e Dio, in contrapposizione a dottrine eterodosse a questo riguardo, che affermano il contrario.

homeo (davanti a vocali home "simile") ad es. homeopathic; neol.: homeolithic (consistente di una pietra simile); homeoracial (di razze simili).

hydro ("acqua") ad es. hydroelectric; hydrocephalo; neol.: hydrosaturate; hydrochimia.

iso (sinonimo di equi "uguale") ad es. isometric; isodynamic; neol.: isoradial (dallo stesso raggio), isoglotte (che parla la stessa lingua).

macro ("lungo, grande" spesso in contrasto con micro); macroscopic; macroseismo (un grande terremoto); neol.: macroorganismo (organismo visibile ad occhio nudo) macropetale (di grande petali).

micro ("piccolo, microscopico" spesso in contrasto con macro) ad es. microcosmo, microcephale; neol.: microcellular, microphono.

neo ("nuovo, moderno") ad es. neolatin, neonato; neol.: neoromantic, neojeffersonismo.

omni (deriva da forme con omne "tutto, ogni") ad es. omnivore, omnipotente, neol.: omniaudiente; omniprotector.

paleo ("antico, vecchio" in contrasto con neo) ad es. paleozoic; neol.: paleohistoria; paleoindoeuropean.

pan ("che include tutto") ad es. panamerican; neol.: pandualismo; panarchia (governo universale).

photo (1. "luce"; 2. "fotografia") ad es. photographia; neol.: photoanalyse; photosculptura.

proto ("primo, primitivo, originario") ad es. prototypo; neol.: protoanimal, protoreligion (religione originaria).

pseudo ("pseudo") ad es. pseudoclassic; neol.: pseudohuman, pseudotolerantia.

quasi ("quasi"), ad es. quasidelicto; neol.: quasiver, quasiconfidentia.

radio (1. "raggio"; 2. "irradiante", "radio") ad es. radiographia; radiodiffunder; neol.: radiotheoria; radiopropaganda.

tele ("lontano") ad es. telescopio; television; neol.: telediffunder; teleanalyse.

b) Secondi elementi o suffissi. --- Nota: Le vocali iniziali indicate nella forma data sono la norma. In combinazione con elementi primi che hanno un modello associativo stabilito, la vocale normale può scomparire o essere sostituita da un'altra. Ad es. tele più ometro dà telemetro.

icida (che uccide) ad es. matricida, neol.: bufonicida (uccisore di rospi); draconicida (uccisore di draghi).

icidio ("uccisione") ad es. matricidio; neol.: odoricidio; hippicidio.

omane ("ossessionato da") ad es. megalomane; neol.: alcoholomane; telephonomane;

--- Nota: possono essere derivati anche omano, omana e omania).

ometro (strumento misuratore) ad es. aerometro; neol.: crystallometro; cardiometro.

ographo (strumento che scrive o registra) ad es. seismographo; biographo; neol.: heliographo; fluxographo.

--- Nota: Esiste anche il suffisso ographia "sistema o tecnica di registrazione".

ologo "scienziato, studioso" ad es. graphologo; neol.: petroleologo, scientologo.

--- Nota: Esiste anche il suffisso ologia "scienza".

ophile ("che ama o preferisce") ad es. bibliophile; neol.: heliophile.

--- Nota: Esistono anche i derivati ophilo/a e ophilia (la tendenza stessa).

ophobe ("che detesta o che teme") ad es. anglophobe; neol.: hispanophobe.

--- Nota: Esistono anche i derivati ophobo/a e ophobia (la tendenza stessa).

oscopo ("che osserva, esamina") ad es. cranioscopo, neol.: roentgenoscopo (operatore dei raggi X).

--- Nota: Esistono anche: oscopio (lo strumento), oscopia (il ramo di studi) e oscopic (attribuito a).

Con affissi - Composti con prefissi cosí come con combinazioni di parole autonome si formano spesso in congiunzione con derivati tramite affissi (cf. par. 155). Una derivazione come infiltrar non è, strettamente parlando, composta da in più filtrar, ma un composto derivato da in più filtro, provvisto però del suffisso verbale ar. Allo stesso modo heliocentric non deriva da heliocentro (che non esiste), ma da helio più centro per mezzo del suffisso aggettivale ic. Alcuni esempi:

cupa, aggiunta a semi, dà semicupio

latere con uniunilateral

fresc con rerefrescar

commode con ad dà accommodar.

Aggettivi tramite processo di derivazione.

Un certo numero di sostantivi e di verbi producono aggettivi tramite un processo di derivazione in cui il suffisso è la semplice finale aggettivale (e o nulla). Esempio:

collo + late = laticolle

flor + albe = albiflor

forma + cruce = cruciforme

latere + multe = multilatere

linea + mixte = mixtilinee

lingua + crasse = crassilingue

modo + omne = omnimode

pede + sol = solipede

remo + tres (tre) = trireme

rostro + hamo (amo) = hamirostre

sono + unda = undisone

syllabo + poly = polysyllabe

coler (coltivare) + vino = vinicole

fluer (fluire) + melle (miele) = melliflue

franger (rompere) + saxo = saxifrage

fugir (fuggire) + verme = vermifuge

loquer (parlare) + ventre = ventriloque

parer (partorire) + vive = vivipare

vomir (vomitare) + igne (fuoco) = ignivome

vorar (divorare) + carne = carnivore

ecc.

Ciascuna di queste formazioni può servire come modello per ulteriori formazioni che implicano lo stesso secondo elemento. Questo secondo elemento può essere considerato quindi come un suffisso.

La vocale di congiunzione deve essere considerata una sua parte come illustriamo nei seguenti esempi:

iforme : milliforme (dalle mille forme)

ilingue : lentilingue (che parla lentamente)

ipede : cervipede (dal piede di cervo)

isone : tonitrisone (che suona come un tuono)

icole : capillicole (che fa crescere i capelli)

iloque : folliloque (che parla come un matto)

ipare : ignipare (che partorisce fuoco)

ivome : injurivome (che sputa ingiurie)

ecc.

--- Nota: Suffissi di questo tipo sono forme compositive di sostantivi e verbi. Per quanto tali sostantivi e di verbi abbiano derivati propri, essi possono allo stesso modo essere usati in nuove formazioni parallele del tipo illustrato sopra. Ad es. dato che icole deriva dal verbo coler, e dato che coler ha derivati come cultor, cultura ecc. è possibile formare paralleli a tutte le formazioni in icole, icultor e icultura. Cosí possono essere derivate parole come acutilingual, pinicultura, magniloquentia, igniparente, ecc.

Composti con congiunzioni e preposizione.

Le preposizioni e le congiunzioni includono un numero di composti che non possono essere usati come modello per formazioni ulteriori. Strettamente parlando non vi può essere alcuna costruzione libera di parole rispetto a queste parti del discorso. Forme come depost, proque, malgrado, ecc. sono uniche e non suggeriscono ulteriori formazioni.

Si noti però che un certo numero di preposizioni corrisponde ad espressioni congiuntive in que. Esempi:

ante : ante que pro : proque

depost : depost que salvo : salvo que

durante : durante que secundo : secundo que

malgrado : malgrado que ultra : ultra que

per : perque viste : viste que

post : post que

Quando si usano parole come considerante, excepte, ecc. con funzione prepositiva, aggiungere la congiunzione que li trasformerà in espressioni congiuntive.

Considerante su etate, ille es multo vivace

Considerante que ille es multo vetule, ille es bastante vivace

Espressioni preposizionali.

Le espressioni preposizionali e congiuntive sono molto numerose, e se ne possono costruire di nuove come in inglese:

con le exception de

per medio de

in respecto a

pro le beneficio de

supponite que

Par. 167. --- Nota: Se esigenze espressive lo richiedono, è possibile usare due preposizioni assieme secondo il modello inglese "in between", che differisce da preposizioni composte comer "into" e "upon" solo perchè vengono scritte separatamente:

Io va a in le foresta (vado nella foresta, ossia entro nella foresta)

(Io va in le foresta, "io cammino attraverso la foresta")

Illa te accompaniara usque a trans le montania (ella ti accompagnerà fino ad oltre le montagne).


3. La formazione libera

Fra le famiglie di parole presenti nel dizionario non ve ne sono poche che consistono di un'unica parola. In un certo senso, esse sono famiglie potenziali. Per quanto il presente dizionario non contenga parole prive di riscontro nelle lingue contributrici, non c'è ragione perché chi le utilizza non debba sentirsi libero di operare con gli strumenti derivativi e compositivi messi a sua disposizione. In tal modo potrebbe far espandere le famiglie di parole composte d'un membro singolo proprio cosě come si potranno aggiungere nuovi derivati a qualsiasi serie derivativa già esistente.

Si potrà, per esempio, prendere la parola "jada" (giada), e trarne il verbo "jadificar" (trasformare o rendere giada), proprio come si potràusare la parola pluralista per formare l'aggettivo pluralistic. Nulla potrà impedire di costruire tali parole, se non la preoccupazione di non saper più come usarle. Si potrebbe proseguire, e formare mostri come "jadification" e "jadificational", o "pluralisticitate". Naturalmente subentrano allora inibizioni psico-linguistiche (radicate nell'uso delle lingue romanze) che impediranno alla maggioranza degli utenti di formare parole, pure teoricamente possibili, come "jadal" e pluralistal.

Questo dizionario include un certo numero di doppioni che non possono essere del tutto estromessi dal vocabolario internazionale, perché sono internazionali. La maggior parte di loro deve il suo uso al principio delle serie derivative complete. C'è per esempio la parola internazionale vindicationche comporta l'infinito "vindicar", appoggiato dall'inglese "to vindicate" e dai derivati internazionali del tipo "vindication, revindicar, ecc".

Queste forme sono state stabilite ed incluse nel vocabolario internazionale. Ma le lingue contributrici presentano anche forme aggiuntive: il francese e l'inglese "vengeance", lo spagnolo "vengeanza", ciò che giustifica l'adozione del verbo "vengiar". Dato che il dizionario non intende legiferare nel contesto di ciò che è stato definito come vocabolario internazionale, esso deve astenersi dall'esprimere una preferenza a favore di una forma fra due ugualmente internazionali. L'utente potràpoi fare la sua scelta. Una conseguenza analoga risulterà pure dal principio secondo cui la radice derivativa di una serie particolare di parole determina la forma della parola radice. Sia "iridescentia" che "irisation" sono parole internazionali pienamente attestate come tali. La prima comporta una forma radicale iride (appoggiata dall'italiano), la seconda giustifica l'inclusione di "iris", anche se essa di per sé non sarebbe internazionale. Da cui il doppione "iris-iride".

Lo sforzo di rendere questo dizionario onnicomprensivo implica un atteggiamento di apertura mentale rispetto a precedenti proposte di lingua ausiliaria. Gli effetti più importanti di questo atteggiamento si ritrovano nel campo della grammatica, piuttosto che non nel campo della lessicografia. I due campi, però convergono quando si tratta di certi tipi di parole con funzioni grammaticali. Diversi sistemi precedenti di lingua ausiliaria operano con forme (congiunzioni, preposizioni, pronomi ed avverbi non derivati) che non appaiono compatibili con i principi di selezione adottati in questo dizionario. Tali forme sono state pure incluse, ma compaiono fra parentesi; il sistema interlinguistico da cui sono state prese non è stato indicato.


Actualisate le 2008-06-29

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